Il romanzo italiano
Il romanzo è una composizione in prosa che appartiene al genere letterario della narrativa. A differenza della novella il romanzo è più lungo e articolato. L’origine della parola deriva da “romanice loqui” (parlare in latino) e le prime opere con questo nome vengono attribuite alla letteratura francese del XVII secolo nonostante i tratti caratteristici del romanzo si trovano già in testi molto antichi.
La genesi del romanzo in Italia
Nel XVI secolo in Italia (come nel resto d’Europa) è molto in voga il poema cavalleresco, romanzo che utilizza la forma in versi e che tratta temi avventurosi e storie di cavalieri. “L’Orlando Furioso” di Ludovico Ariosto e “la Gerusalemme liberata” di Torquato Tasso sono opere fondamentali di questa corrente. Il vero romanzo nasce attorno al XVIII secolo con forma epistolare (si basa sulle lettere scambiate dai personaggi e include realtà e problemi del tempo). In Italia ha la sua massima espressione ne “Le Ultime lettere di Jacopo Ortis” di Foscolo.
Il romanzo moderno in Italia
La corrente del Romanticismo letterario approda in Italia con il romanzo storico e “I promessi sposi” di Alessandro Manzoni (pubblicato nel 1827 nella prima versione). Si inaugura così il primo vero romanzo dove i personaggi sono figure del popolo e la vicenda si intreccia con avvenimenti storici. La corrente del Verismo (con “I Malavoglia” di Verga nel 1881) dipinge la realtà in modo drammatico e impersonale attraverso le classi più povere. Il novecento e l’arrivo della psicanalisi porta dei cambiamenti radicali: con il Decadentismo l’uomo moderno e la sua coscienza entrano in crisi. Autori fondamentali del periodo sono Fogazzaro, D’Annunzio, Pirandello con “Il fu Mattia Pascal” (1904) e “Uno, nessuno e centomila” (1926), Italo Svevo con “La coscienza di Zeno” (1923). Con le guerre mondiali e l’avvento del Fascismo si sviluppa la corrente letteraria del “romanzo di opposizione” che mostra una società ipocrita e meschina come ne “Gli indifferenti”(1929) di Moravia e in “Paesi tuoi”(1941) di Pavese. Tra gli anni ’40 e ’50 prenderà piede la corrente del “romanzo neorealista” con storie di vita della classe operaia, della Resistenza, delle condizioni politiche e sociali. Esponenti di questa corrente sono Vittorini, Italo Calvino e Carlo Levi.
Immagine: Steffen Lohse-Koch – Fotolia
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