Lo stile di Covacich

ago 22, 2011 da roman

Lo stile di Covacich

Mauro Covacich è un giovane scrittore contemporaneo. Aveva poco meno di trent’anni quando, nel 1993, pubblicò il suo primo romanzo “Storie di pazzi e di normali”. Un romanzo che getta subito le basi di quello stile e quell’impronta che diventano poi l’anima di tutti i suoi romanzi successivi. Uno stile diretto, ricercato dove le parole intrappolano l’attenzione ed il sentimento del lettore fino all’ultima pagina, cavalcando storie di grande attualità.

L’ispirazione

Racconti di storie, che sono lo specchio della società contemporanea, e personaggi che delineano i profili più disparati dell’essere umano dei nostri tempi. Ed è proprio l’attualità dei romanzi che sfila in uno stile reale, vero, preciso. Questa sua naturale predisposizione, probabilmente, deriva dalle esperienze lavorative e professionali che lo scrittore ha maturato nei vari settori della comunicazione. Mauro Covacich ha insegnato filosofia nei licei, quindi a stretto contatto con i giovani. Ha scritto vari reportage per “Panorama” e ” Diario della settimana”, ha realizzato il radiodramma “Safari” ed alcuni radio documentari per la RAI ed infine collabora col Corriere della sera per il quale è stato il corrispondente nel 2000 durante la prima edizione del “Grande Fratello”. Esperienza che ha contribuito a condire la storia del romanzo pubblicato nel 2005, “Fiona”. Non a caso i romanzi di Mauro Covacich sono inseriti nelle varie antologie della narrativa italiana e soprattutto non a caso gli è stato conferito nel 1999 il premio letterario Abraham Woursell Prize.

Il rapporto con il lettore

Il suo stile accomuna implicitamente l’autore ad ogni singolo lettore. Attraverso la scrittura, Mauro Covacich, come egli stesso dichiara in alcune interviste, cerca di conoscere cose di sè ancora sconosciute. Questo è un bisogno che riguarda molto da vicino l’essere umano in continua evoluzione e in continua esplorazione del proprio alter ego. E’ sorprendente come Mauro Covacich sia riuscito a portare il suo stile figurativo nei suoi progetti letterari. Alcuni suoi romanzi hanno un carattere visivo che tenta di superare la semplice scrittura. In “L’umiliazione delle stelle”, ad esempio, la descrizione del maratoneta Dario Rensich, diventa tutt’uno con lo scrittore stesso. La voce in prima persona di Covacich, precisa, diretta, accattivante, è a dir poco la stessa che il lettore avverte scorrendo tra le righe dei suoi scritti.

Immagine: Andreas Hilger – Fotolia

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